Chi è il lean web designer?

Dai valore alle tue conoscenze, studia e diventa chi vuoi

Generalmente quando ci domandiamo quali siano i compiti di un web designer, la risposta più intuitiva, quanto riduttiva, è pensare che il web designer realizzi siti web.

La risposta, sebbene corretta, è quanto mai limitante. Infatti, la professione del web designer è oltremodo ampia e tutta da scoprire, piena di sfaccettature e sviluppi, ed è essenziale per una comunicazione online. Potremmo riassumerla dicendo che si occupa di una progettazione tecnica, ma anche grafica e strutturale, di un sito web, dove vengono tenute in considerazione anche molti altri aspetti collegati.

Solo in questo modo un web designer è in grado di rappresentare, con una certa coerenza, l’identità del proprietario del sito, che sia un’azienda o un privato, conservando i requisiti di accessibilità e sicurezza.

Come diventare Web Designer?

Ogni giorno, in tantissimi, mi chiedete come si diventa web designer.

  • Esiste un corso di laurea dedicato?
  • I libri da studiare per la professione come web designer?
  • Quali sono i corsi migliori da seguire?
  • Esiste un’unica modalità per diventare web designer?

Queste sono solo alcune delle domande che ricevo giornalmente.

Partiamo subito col dire che non c’è una risposta univoca. Ad oggi non esiste un corso di laurea, in Italia, che ti permetta di ottenere la qualifica di web designer, così come non esiste un percorso o un unico corso o manuale a cui fare affidamento. Né un albo ufficiale a cui iscriversi, o perlomeno finora.

Ogni web designer ha seguito un percorso a sé. Io, per esempio, quando ho deciso di iscrivermi all’Università non sapevo ancora quale professione avrei voluto seguire e non ho quindi basato la mia scelta su quello.

Sono però felice di ammettere che la scelta che ho fatto, all’epoca ancora in modo consapevole, mi ha permesso, e mi permette tutt’ora una gestione e una comprensione maggiore dei processi e dei meccanismi che questo lavoro nasconde, consentendo di muovermi agilmente nella mansione.

 

Come sono diventata web designer

A questo punto ti starai chiedendo, giustamente, quale percorso universitario ho intrapreso. La mia scelta, diversi anni fa, è ricaduta su Ingegneria Gestionale. Lo rifarei? Altre mille volte. Oltre ad essere un percorso di studi gratificante sotto innumerevoli i punti di vista, Ingegneria Gestionale mi ha permesso di diventare una web designer notevolmente più sfaccettata.

Infatti, questo percorso di studi è riuscito, prima di tutto, a trasmettermi una forma mentis che applico tutt’ora nel mio lavoro quotidiano. Il corso di laurea in Ingegneria Gestionale mi ha infatti insegnato a pianificare, gestire e organizzare il mio lavoro all’interno di un’ottica principalmente aziendale. I concetti che ho appreso mi sono stati utilissimi, proprio perché possono essere applicati anche in tantissimi altri ambiti lavorativi.

Infatti, proprio quando ho iniziato a lavorare come freelance, mi sono resa come tanti atteggiamenti e modalità di approcciarmi al lavoro, e che io davo per scontati, fossero invece frutto dello studio intrapreso all’università.

Inoltre, non solo è un corso che mi è stato utile a livello di pianificazione ed organizzazione, ma mi ha anche permesso di gettare le basi per l’utilizzo di strumenti professionali per la pianificazione a livello aziendale, come per esempio Microsoft Project, Trello, Asana, etc.

A questa formazione, si aggiunge poi la multidisciplinarietà di questo corso, che non avendo un unico focus, permette di intraprendere divere strade, spaziando dal marketing alle risorse umane, passando per il project management ed il lean thinking. Questo permette una comprensione a 360 gradi degli aspetti di un medesimo processo, essenziale per diventare un web designer, il cui il cui compito, come detto prima, non si limita alla realizzazione di siti web.

Le prospettive “classiche” per tutti coloro che si iscrivono a questa università, sono solitamente legate al lavoro aziendale e anche io – come molti dei miei compagni prima di me – pensavo avrei seguito una strada simile. Ma, durante la specializzazione e dopo aver mosso i primi passi nel mondo aziendale, per quanto appaganti e gratificanti essi fossero, mi sono presto resa conto che il mio destino era un altro. Nulla mi dava soddisfazione come lavorare come libera professionista, in un’ottica in cui il contatto con il cliente è unico, quasi personale. Un modo lavorativo costruito da me, dove le soddisfazioni, i meriti e le responsabilità sono condivise tra me e il cliente, in una prospettiva di continuo miglioramento personale e lavorativo.

E, ancora una volta, all’esordio della mia professione, sono stata grata del percorso universitario intrapreso, che mi ha messo in una prospettiva unica, dotandomi degli strumenti utili per una gestione dell’innovazione, dell’organizzazione e della misurazione delle prestazioni, che ogni giorno mi è utile per capire in quale direzione procedere.

Ovviamente, la mia formazione non si è conclusa qui. È iniziata nel periodo universitario, e si evoluta nel corso del anni. Ma di questo ne parleremo più avanti.

Cosa studiare per diventare web designer

FCome anticipato il web designer è quella figura che si occupa della progettazione e gestione delle interfacce per i siti web, tenendo in considerazione tutte le esigenze del proprio cliente, ma anche con un occhio di riguardo nei confronti delle aspettative e necessitò degli utenti che visiteranno quel sito.

Proprio per questo motivo, quando si inizia la progettazione del design di un sito, io sono solita tenere conto di diversi fattori importanti, tra cui spiccano sicuramente:

  • La brand identity del cliente (l’utilizzo di colori, font, loghi)
  • Gli obiettivi del cliente (cosa vuole ottenere con quel sito web?)
  • La user experience (UXD) dell’utente sul sito, che dev’essere piacevole e armoniosa con la scrittura (UX writing)
  • La sicurezza per il proprietario del sito web ma anche per gli utenti che navigano sul sito web
  • Tutti gli aspetti legali del sito, che è misurata sulla base di diversi parametri (ne ho parlato in un post dedicato su IG qui)

Come vedi il mio lavoro non si limita alla progettazione front-end attraverso lo sviluppo di codici come HTML, JavaScript, CSS e via dicendo. Tuttavia, questi sono essenziali da conoscere, è infatti grazie ad essi che riesco a plasmare l’estetica di un sito sulle base delle esigenze del mio cliente.

Quindi è quasi superfluo dire che, se vuoi diventare un web designer come me, ci sono tre cose che devi fare:

  • Studiare;
  • Approfondire i concetti studiati;
  • Studiare e specializzarti di continuo.

Questo perché il percorso per diventare web designer non è lineare o unico, è una scelta personale.

Prima di tutto devi conoscere il più possibile l’universo del web marketing – per questo una laurea che si concentra su materie di questo tipo può essere un buon inizio (ma ricordati, non è limitante) –. In questo modo inizierai a capire che i siti web non si fanno “tanto per”.

Dopodiché è essenziale apprendere le base delle materie e infine procedere a specializzarti, senza dimenticare però una visione d’insieme.

Ricordati: il web designer è una figura sfaccettata!

Gli strumenti per studiare da autodidatta sono tantissimi! Puoi partire dai blog, in modo da farti un pensiero generale, continuare con YouTube (ci sono tantissimi video utili sul web) e dopodiché passare a libri, webinar e corsi specifici. Ma, in tutto questo studio e apprendimento, non dimenticarti che nulla di questo ha valore se non sei in grado di metterlo in pratica. La pratica fa la differenza! È solo grazie ad essa che sarai in grado di mettere sul piano concreto quello che hai studiato e sviluppare un tuo stile o un tuo tratto riconoscibile che ti permetterà di emergere.

La figura del web designer è quasi equiparabile a quella di un’artista contemporaneo, ed io, come molti dei miei colleghi, vado fiera della mia firma, che però non si è certo creata del giro di un paio di giorni.

Roma ne fu pas faite toute en un jour

E non esiste detto più vero di questo. Come dicevo in questo articolo, la fortuna non esiste. Le proprie capacità vanno costruite giorno per giorno, con pazienza, passione e duro lavoro. Le cose belle arrivano a chi si impegna, ci mette tutto sé stesso e non a chi aspetta che qualcosa gli capiti per pura fortuna. Il successo va costruito.

In tutto ciò non dimenticare di essere umile, devi capire quando hai delle lacune e colmarle, continuare a studiare e migliorarti continuamente. Utilissimi in questo sono i corsi, in particolare quelli che si focalizzano sulla user experience, spesso sottovalutata e dimenticata da molti, ma che è invece essenziale se si vuole ottenere non solo un sito funzionale, ma anche bello da vedere.

Riassumendo, i modi migliori per diventare web designer al giorno d’oggi sono:

  • Articoli di blog e video su YouTube;
  • Libri e manuali;
  • Webinar e corsi;
  • Formazione e consulenze da parte di professionisti del settore

Web design e lean thinking: il nuovo approccio che ho ideato

A proposito di continuo studio ed aggiornamento, durante la mia vita universitaria, mi sono imbattuta più volte in una tecnica aziendale, il lean thinking, che ha presto suscitato il mio interesse. Ne avevi mai sentito parlare?

Si tratta di una modalità aziendale per l’ottimizzazione delle risorse, ma che non si limita ad essere una tecnica, bensì coinvolge anche il pensiero, con l’intento di modificare il nostro pensiero ed il punto di vista a cui approcciarsi al lavoro.

Questa tecnica, solitamente adottata all’interno di alcune specifiche aziende, prevede di scomporre in piccoli pezzi i processi, in modo da capire come migliorare ed ottimizzare la singola attività. Ad Ingegneria, ovviamente, questo tipo di modalità era studiata per essere applicata unicamente all’interno di un’azienda. In che modo? Si parte focalizzandosi su di un area specifica per migliorare e ottimizzare il singolo processo, in una prospettiva di migliore funzionamento dell’intero processo produttivo. Per farlo, si analizzano i processi per determinare quali tra questi siano “a valore” e quali portino invece “spreco”.

Ma il lean thinking non si limita ad individuare la fonte di spreco per un’ottimizzazione dei processi, ma agisce in una prospettiva di migliore qualità e valore del prodotto; così come dei risultati per il cliente finale.

Questo avviene diminuendo il tempo d’impiego, ma aumentando la qualità, con l’obbiettivo di renderlo anche meno costoso per il cliente. È una tecnica, e filosofia di pensiero, incentrata completamente sul cliente. Tutti i vantaggi attuati, sono realizzati per esso.

Si tratta di un vantaggio competitivo molto insolito, è assai raro in ambito marketing. Proprio per questo mi ha subito affascinata. Ogni giorno, infatti, il mio primo pensiero è rivolto alle modalità che possano permettere al mio cliente di ottenere un prodotto di qualità superiore alla media, in un tempo contenuto e al miglior prezzo possibile.

Un nuovo concept: il lean web design

È così, con questa intenzione, che è nato un nuovo concept: il lean web design, un approccio snello al processo di progettazione del tuo sito web, con un vero vantaggio competitivo che ti consente di avviare rapidamente e rinnovare nel tempo, piuttosto che investire subito un enorme budget in un progetto dispendioso, non solo in termine di denaro, ma anche di tempo, senza promesse di risultati veri.

Questo pensiero, o meglio questo stile snello, si concentra proprio su una rapida emissione sul mercato di un prodotto migliore anche dal punto di vista delle prestazioni.

Alcuni di voi hanno infatti notato che nella mia bio di Instagram è presente un piccolo indizio, e nell’ultimo tempo vi avevo accennato ad alcune novità. Ecco, quindi, che oggi sono qui a spiegarvi il processo che metto in atto per l’elaborazione dei siti web per miei clienti, attraverso il lean thinking!

Grazie all’esperienza, sono stata in grado di definire quali sono i processi essenziali di un progetto e, lavorando in modo agile e snello, posso già vedere quale direzione prenderà un progetto. Con questa modalità, inoltre, mi è subito chiaro comprendere un futuro adattamento del progetto. Ecco alcuni dei passaggi che metto in atto nel momento in cui inizio la progettazione di un sito web per un cliente.

  • Audit e analisi;
  • Ricerche sulla concorrenza;
  • Priorità ed analisi;
  • Percorso dell’acquirente e progettazione del sito;
  • Esplorazione del design e wireframe;
  • Ottimizzazione contenuto;
  • Sviluppo;
  • Miglioramenti progressivi e iterazioni.

Attraverso questi processi sono in grado di agire velocemente, con in mente un obbiettivo molto chiaro. Il lean web design mi permette infatti di avere un focus costante che è rivolto all’utente reale ed incentrato sul cliente.

Il lavoro incentrato sull’utente, di fatto, include più della semplice estetica. Si tratta di progettare un prodotto o servizio in modo tale che corrisponda alle aspettative, ai bisogni e alle capacità dei potenziali utenti. E per farlo, è necessario tenere a mente quattro fattori essenziali:

  • L’utente;
  • Il contenuto;
  • Il quadro progettuale;
  • Il design visivo.

Il segreto è proprio quello di ascoltare i propri clienti, in modo da progettare un sito che sia modellato sulle loro richieste ed aspettative, con feedback frequenti utili per un miglioramento costante.

Oggi posso dire di non si riconoscermi più nelle vesti strette della figura del web designer, preferisco la definizione di lean web designer, che sento più mia.

Se sei curioso di saperne di più sulle modalità del lean web design e sei alla ricerca di qualcuno che ammiri il tuo progetto e di guidi nella sua realizzazione, valorizzandone al meglio i punti di forza; scopri tutte le specifiche del servizio di creazione di un sito web e non esitare a scrivermi. Insieme possiamo creare qualcosa di unico per il tuo brand!

 

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